lunedì 26 dicembre 2011



Lettera a Babbo Natale.
Caro Babbo Natale,
Ho deciso di scriverti, come facevo tanti, tanti anni fa, tanto sono solo e nessuno lo saprà mai.
Così mi tolgo la giacca inappuntabile, mi slaccio la cravatta, mi sbottono la camicia e ti scrivo.
Che strano. I miei pochi capelli grigi non cambiano l'emozione che provavo a Natale quando da piccolo ti chiedevo improbabili doni che mai ricevevo ma accidenti se erano belli quelli che comunque trovavo sotto l'albero. Così, come allora, da solo, voglio aprirti il mio cuore e consegnarti i miei desideri che come sempre esaudirai a modo tuo.
Ma prima di tutto voglio ringraziarti per i doni che mi hai portato lo scorso Natale e ad ogni Natale negli anni passati. Doni invisibili agli occhi, ma che porto dentro me, preziosissimi e che custodisco gelosamente. Sono fatti di sole, di pioggia, di vento, di sorrisi e di lacrime, dolci e salate, sono doni che mi hanno scavato, io che mi credevo una roccia; così mi hai insegnato che nemmeno la roccia resiste alle gocce insistenti della vita che la percuote, alle lacrime. La roccia, quella goccia, deve solo accoglierla, accettarla e allora grazie, grazie per quelle lacrime, per tutto il vento che ha sferzato la mia vita, in fondo ci sono tempeste peggiori ma oggi so che se anche verranno tu saprai darmi la forza che mi occorre e che non avrei senza di te.
So che mi hai messo alla prova, so che tra i doni che mi hai fatto, il più prezioso è la sofferenza, l'ho capito anche se accettarlo non è sempre facile, e allora grazie anche per questo.
E’ stata dura, però ce l’ho fatta, per ora, con tutto. Ti chiedo scusa se non sempre sono riuscito ad essere come avrei dovuto e sono caduto, ti ringrazio per avermi aiutato a rialzarmi facendomi ritrovare la serenità, ti ringrazio per avermi fatto crescere, per avermi insegnato che la vita non è sempre quello che vorremmo ma proprio per questo è insondabile, misteriosa, fantastica. Ti ringrazio perché mi hai fatto conoscere persone meravigliose e mi hai fatto riscoprire la bellezza e l’importanza degli affetti sinceri. Ti ringrazio perché mi hai dato l’opportunità di riscoprirmi, di capirmi, di cambiare, di tornare ad essere “proprio io” per riprendere a sorridere, ad amare la vita, ad incontrare ogni giorno i colori del mondo e ad apprezzare, seppur tante volte nel pianto, anche quelli brutti che comunque sono e restano colori e che, in quanto tali, fanno parte della nostra vita e comunque la vestono, rendendola vita.
Ti ringrazio per avermi messo accanto persone che mi hanno aiutato semplicemente volendomi bene e dicendomi con la bocca o con gli occhi semplicemente: “ti voglio bene” e riempiendo per sempre il mio cuore.
Ti ringrazio anche per tutte le volte che ho dovuto fermarmi ansante perchè non ce la facevo più, debole davanti alle mie debolezze, povero davanti alla mia povertà, piccolo uomo davanti alla mia pochezza, stanco di tutto, grazie per avermi dato l'umiltà di sedermi e riposare, senza vergogna ma trovando sempre la forza per rialzarmi e ripartire ma più ricco di quando mi sono fermato perchè consapevole dei miei limiti.
Grazie per aver scelto proprio i miei genitori, perchè fossero loro a darmi la vita, quale dono più grande si può desiderare?
Grazie per i miei fratelli con i quali mi hai dato il privilegio di condividere un cammino e che sento vicini e dentro il mio cuore.
E ti ringrazio per avermi messo accanto i miei ragazzi, e mia moglie, gemme preziose che illuminano la mia strada anche quando si fa buio, il mio sentiero sembra perduto e penso di aver smarrito la via, con loro nell'anima, navigare nel vento vuol dire essere parte di una sinfonia, un accordo piccino ma importante di una composizione immensa e che non ha mai fine ed anche la tempesta diventa una piccola cosa.
Infine, ti ringrazio per tutto quello che ho dentro di me, per come sono e per come sarò, anche se tante volte mi pesa esserlo. E ti ringrazio anche per tutto quello che mi hai dato e che non ho ancora scoperto di avere perchè mi fa sentire magica la vita, intensa e degna di essere vissuta. Ma soprattutto grazie per permettermi di poter ogni giorno respirare il profumo del tuo amore dal sapore ogni giorno diverso ma fortissimo, un profumo che sento nel vento, che vedo nel sole, che annuso nell'aria bagnata di pioggia, nel mare, nel mio mare.
Come vedi, caro Babbo Natale, non ho più niente da chiederti, ho già tutto quello che a un uomo possa servire e che egli possa desiderare. Non c'è più posto sotto il mio albero tanti sono i doni che ormai ho ricevuto, ma scriverti mi ha fatto bene lo stesso perchè mi ha fatto tornare bambino che è forse l'unica cosa che oggi mi manca.
Però... però... una cosa ci sarebbe...ma tu la sai e allora grazie anche per quella perchè certo è tra quelle che riceverò un giorno, quando deciderai che è il momento!
Buon Natale. 
Jarod

mercoledì 14 dicembre 2011

Tutti sono in grado di scrivere in rima, è vedere le cose in modo diverso dalle persone comuni che fa il poeta.
Guardare con gli occhi del cuore e sapere trasmettere le proprie visioni a chi ha l'anima muta e permetterle ancora di cantare.

venerdì 9 dicembre 2011

In una bellissima notte stellata, un bambino alzò lo sguardo al cielo e vedendo la luna così bella e splendente,non riuscì a trattenersi dal piangere! Allora la luna chiese"perché piangi?" il bambino rispose "sono triste perché sei così lontana ed io sono così piccolo che non potrò mai toccarti!". La luna lo guardò e poi sorridendo disse "se io non fossi già nel tuo cuore tu non riusciresti nemmeno a vedermi!" ...non importa se in questo mondo non riuscirai mai a toccare la luna !...è così bello vagabondare tra le stelle! E poi...chissà.......continua a provare!

giovedì 8 dicembre 2011


Non ti si arrendano i giorni, cuore mio.
Non è finito l'inchiostro, sai?
Ce n'è tanto ancora
e di molti colori!
Tu che sei solo,
dove trovi l'arcobaleno?
Dentro le tue lacrime screziate di azzurro.
Non ti si arrendano i giorni, cuore mio.
Nel silenzio del proprio pianto, la neve,
porta sempre con sè la sinfonia misteriosa
del mio dolore.
Non ti si arrendano i giorni, cuore mio
suonerai ancora le mille note 
della malinconia.

Il Camaleonte

Esistono tra noi degli individui straordinari, dei simulatori capaci di diventare chiunque vogliano essere. Un' organizzazione di potere ha isolato un giovane simulatore di nome Jarod e ha sfruttato le sue capacità per il proprio tornaconto. Ma un giorno Jarod fugge....
Questo è il diario della sua lotta, confusa, strana, dolce e violenta come la sua esistenza che vaga in cerca della propria vera essenza.....